Il progetto

La Casa dell’Ambiente è un polo di cultura ambientale e della sostenibilità al servizio della popolazione della Circoscrizione 8 e dell’intera città di Torino. Casa dell’ambiente nasce da un’idea della Circoscrizione 8, intenzionata a costruire un laboratorio della comunità dell’ambiente urbano, inscrivendosi nel percorso delle “Case del quartiere” già presenti sul territorio torinese.

Lo spazio è gestito in convenzione da: l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus (capofila),

Amici del Fiume, Associazione Parco del Nobile, Associazione Teatrale Orfeo – CAP10100.

Grazie alla sua collocazione (in riva al Po e ai piedi della collina, in una zona di contatto tra ambiente urbano e ambiente naturale pur in prossimità del centro storici) l’Ecofoyer-Casa dell’Ambiente arricchisce e completa, sul versante ambientale, l’offerta culturale della città. Lo spazio, infatti, ospita incontri, dibattiti, corsi, mostre, per sviluppare reti e sinergie su ambiente e sostenibilità.

Cos’è la Casa dell’ambiente. Intervista a Mario Salomone

Mario Salomone, una delle figure più rappresentative dell’educazione e dell’informazione ambientale, non solo italiana è anche presidente della Casa dell’Ambiente. Gli abbiamo posto alcune domande

Cosa è la Casa dell’ambiente? Perché questo nome?
«Il nome “casa” esprime bene il progetto, che è di costruire insieme uno spazio comune dove incontrarsi, conoscersi, costruire collaborazione e partenariati».

Quindi uno spazio aperto…
«Sì, la Casa dell’ambiente è il primo spazio pubblico, e sottolineo pubblico, che nasce a Torino, su iniziativa della Circoscrizione 8 e in convenzione con la Città, fino al 2021. I locali fanno parte, infatti, di un immobile comunale in splendida posizione:

in riva al Po e ai piedi della collina e del Monte dei Cappuccini, tra piazza Vittorio Veneto e la Gran Madre da un lato e il Valentino dall’altro.

La gestione è affidata a un gruppo di associazioni senza scopo di lucro, in conformità a un progetto cui hanno già aderito decine di enti e associazioni e altre se ne aggiungono di continuo. L’Amministrazione comunale partecipa alla progettazione e controlla e approva i bilanci».

Quali obiettivi vi proponete?
«Vogliamo contribuire a “fare rete”. Impegnarsi per l’ambiente e, come ricorda papa Francesco in quella meravigliosa Enciclica che è Laudato si’, per la cura della Terra nostra casa comune, significa diffondere la cultura dell’equità e della sostenibilità e soprattutto superare la frammentazione e il particolarismo che 

purtroppo a volte caratterizza le iniziative. Il futuro, diceva il torinese Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, è una invenzione collettiva. Le risposte alla crisi ecologica e sociale si trovano insieme».

Alla Casa dell’ambiente sono ospitate anche organizzazioni internazionali e nazionali

Avete qualche campo di intervento privilegiato?
«Vogliamo lavorare in modo “glocale”, cioè globale e locale. Si può fare rete nella parte di Torino a est del Po, come nella circoscrizione, in città e nell’area metropolitana e, a livello ancora più ampio, italiano, europeo e internazionale. Naturalmente il modo di lavorare cambia secondo la scala, ma ogni livello è ugualmente importante e necessario.
Nel territorio vicino a noi significa curare aree verdi, promuovere orti scolastici e urbani, apicoltura urbana, riuso di oggetti, lotta allo spreco e stimolare il volontariato dei cittadini per il bene comune, ma anche sperimentare nuovi linguaggi. Nei limiti della disponibilità di spazi organizziamo o ospitiamo corsi, laboratori, convegni, dibattiti.
Su scala più ampia, si tratta invece di lavorare con la comunicazione, gli scambi di esperienze e di buone pratiche, la valorizzazione del patrimonio naturale come dell’innovazione sociale e tecnologica e per fare questo non ci sono confini.
Ad esempio, la Casa dell’ambiente è sede nazionale della Federazione italiana media ambientali e, piccolo vanto per Torino e per l’Italia, della rete mondiale di educazione ambientale, quella, per intenderci, che organizza i WEEC, World environmental education congress».

Dunque la Casa dell’ambiente è una esperienza originale che si differenzia da altre?
«Certamente. Rispetto ad altre realtà ci poniamo come struttura di servizio. Per l’ambiente, la qualità della vita, un futuro più vivibile si lavora e si deve lavorare ogni giorno e dappertutto. La Casa dell’ambiente è uno spazio in parte fisico in parte ideale che aiuta a valorizzare quanto avviene altrove. È, insomma, un centro di risorse a disposizione anche di quanto avviene ovunque, vicino o lontano».